Aumentano le tariffe autostradali ma in misura minore rispetto a quanto richiesto dalle società concessionarie. Una nuova direttiva approvata dal comitato interministeriale per la programmazione economica Cipe infatti prevede che le tariffe autostradali debbano essere legate al capitale investito e al miglioramento della qualità del servizio. Nel caso in cui tali parametri non siano rispettati, al posto degli aumenti dovrebbero scattare gli sconti. L'associazione Adusbef a gennaio di quest'anno annunciava una diminuzione dal 3 al 5% dei costi dei pedaggi autostradali, con risparmi di circa 25 euro a famiglia. Ma è andata davvero così? Il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro lo scorso mese di marzo ha firmato una delibera che ha previsto aumenti diversificati in base ai mancati investimenti sulla rete: uno dei concessionari è stato addirittura costretto ad abbassare i pedaggi, mentre ad "Autostrade per l'Italia" è stato riconosciuto un lieve ritocco in alto, di poco inferiore al 2,17% annuo richiesto dal suo consiglio di amministrazione. Gli aumenti delle tariffe saranno quindi permessi solo alle società che hanno dimostrato di rispettare il calendario degli investimenti previsti. Intato prende avvio la procedura di conciliazione Adoc-Autostrade per l'Italia: nel caso di una controversia fra cittadini e società Autostrade per l'Italia sarà possibile risolvere il conflitto senza ricorrere al giudice, in tempi più brevi e in forma gratuita.
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